Immunometria

World Heart Day: biomarcatori cardiaci per non perdere un battito

Troponine, mioglobina, CK-MB, D-dimero, NT-proBNP e sST2 nella diagnostica cardiovascolare con il sistema Drawray iSTAR500

World Heart Day: biomarcatori cardiaci per non perdere un battito

29 Settembre 2026

Scritto da: Ing. Brattoli Luca, Marketing scientific manager


Malattie cardiovascolari: un’emergenza globale

Le malattie cardiovascolari causano oltre 20 milioni di decessi ogni anno e circa l’80% di questi è attribuibile a fattori di rischio prevenibili o gestibili [1].

Il tema 2026 della World Heart Day, promossa il 29 settembre dalla World Heart Federation, è «Don’t Miss a Beat» e si articola in tre azioni:

  • riconoscere i sintomi nascosti della malattia cardiovascolare
  • proteggere il cuore con la prevenzione e uno stile di vita attivo
  • chiedere ai governi piani nazionali di salute cardiovascolare [1]

Per il laboratorio, non perdere un battito significa non perdere il segnale biochimico: il marcatore giusto, nel momento giusto, con un risultato affidabile.

I nove biomarcatori del pannello rispondono a tre domande cliniche:

Domanda clinica Biomarcatori
C’è danno miocardico? cTnI, hs-cTnI, cTnT, hs-cTnT, CK-MB, mioglobina
C’è una causa non coronarica da escludere? D-dimero
Qual è lo stato funzionale e la prognosi del paziente con scompenso? NT-proBNP, sST2

Tabella 1. I biomarcatori del pannello cardiaco e le domande cliniche a cui rispondono.


Troponine cardiache: il riferimento per il danno miocardico

Le troponine I e T fanno parte dell’apparato contrattile del cardiomiocita. Le isoforme cardiache (cTnI e cTnT) sono specifiche del miocardio e rappresentano il riferimento per il rilievo del danno miocardico [2].

Definizione di infarto miocardico. La Quarta Definizione Universale di infarto richiede un aumento e/o una diminuzione dinamica di cTn con almeno un valore oltre il 99° percentile del limite di riferimento superiore, associato a evidenza clinica di ischemia [2].

Saggi ad alta sensibilità. I saggi hs-cTnI e hs-cTnT rispondono ai criteri IFCC:

  • coefficiente di variazione ≤10% al 99° percentile
  • concentrazioni misurabili in almeno il 50% dei soggetti sani
  • 99° percentile definito separatamente per uomini e donne [3]

Questa sensibilità permette di cogliere variazioni minime nel tempo e di applicare gli algoritmi rapidi 0/1 h e 0/2 h raccomandati dalle linee guida ESC 2023 per le sindromi coronariche acute [4]. Il prezzo è una minore specificità clinica: la troponina indica il danno, non ne spiega la causa.

Aumenti di troponina non ischemici. Un aumento di troponina non equivale sempre a infarto. Tra le cause di danno miocardico non ischemico:

  • miocardite
  • embolia polmonare
  • scompenso cardiaco
  • insufficienza renale cronica
  • sepsi
  • tachiaritmie
  • sforzo fisico intenso

L’interpretazione richiede quindi sempre il contesto clinico e l’andamento nel tempo [2].


Mioglobina e CK-MB: marcatori complementari

Mioglobina. È il marcatore che compare per primo: si rileva 1–3 ore dopo l’esordio, raggiunge il picco dopo 6–9 ore e si normalizza entro 24 ore. È però poco specifica, perché è presente anche nel muscolo scheletrico e risente della funzione renale. Il suo valore attuale è soprattutto l’alto valore predittivo negativo nella finestra precoce, in associazione alla troponina.

CK-MB (dosaggio di massa). La CK-MB sale dopo 3–6 ore, ha il picco a 12–24 ore e torna ai valori normali in 48–72 ore. È meno sensibile e specifica della troponina, ma la finestra di positività breve la rende utile per riconoscere un reinfarto precoce.

Marcatore Comparsa Picco Normalizzazione
Mioglobina 1–3 ore 6–9 ore entro 24 ore
CK-MB 3–6 ore 12–24 ore 48–72 ore

Tabella 2. Cinetica di mioglobina e CK-MB dopo l’esordio dei sintomi.


D-dimero: escludere ciò che non è coronarico

Nel dolore toracico acuto le diagnosi differenziali potenzialmente letali includono embolia polmonare e dissezione aortica. Il D-dimero, prodotto di degradazione della fibrina reticolata, ha un elevato valore predittivo negativo:

  • Embolia polmonare — nei pazienti a probabilità clinica bassa o intermedia un valore sotto soglia consente di escluderla [5].
  • Età superiore a 50 anni — si usa un cut-off aggiustato per età (età × 10 µg/L, se espresso in FEU) [5].
  • Sospetta dissezione aortica — D-dimero <500 ng/mL con punteggio ADD-RS ≤1 aiuta a escluderla [6].

La specificità è bassa: il D-dimero aumenta anche in gravidanza, infezioni, neoplasie, dopo interventi chirurgici e con l’età. Un valore elevato non conferma la diagnosi, ma richiede ulteriori accertamenti.


Scompenso cardiaco: NT-proBNP e sST2

NT-proBNP. È il frammento inattivo del pro-ormone rilasciato dal miocardio in risposta allo stress parietale, con un’emivita più lunga di quella del BNP. Le linee guida ESC 2021 indicano che valori inferiori a 125 pg/mL in ambulatorio e a 300 pg/mL in acuto rendono improbabile lo scompenso [7].

In acuto le soglie di rule-in dipendono dall’età:

Età Soglia di rule-in NT-proBNP
< 50 anni 450 pg/mL
50 – 75 anni 900 pg/mL
> 75 anni 1.800 pg/mL

Tabella 3. Soglie di rule-in dell’NT-proBNP nello scompenso acuto in funzione dell’età [7].

Il risultato è influenzato da alcuni fattori:

  • età avanzata, fibrillazione atriale e insufficienza renale aumentano i valori
  • l’obesità li riduce

Nei pazienti in terapia con sacubitril/valsartan è preferibile l’NT-proBNP al BNP, che aumenta per l’inibizione della neprilisina [7].

sST2. È la forma solubile del recettore ST2, un «recettore esca» dell’interleuchina-33: riflette fibrosi e rimodellamento miocardico.

Aggiunge informazione prognostica all’NT-proBNP ed è meno influenzato da età, indice di massa corporea e funzione renale. Le linee guida AHA/ACC/HFSA 2022 lo collocano in classe 2b per la stratificazione del rischio [8]. Il cut-off prognostico più citato è 35 ng/mL, ma il valore dipende dal metodo.


Perché nella salute del cuore non si può perdere un battito: il marcatore giusto, nel momento giusto, con un risultato affidabile.