Ematologia

Ferro basso e stanchezza invernale: l’anemia sideropenica tra diagnosi precoce e tecnologia avanzata

L’anemia sideropenica rappresenta la forma più comune di anemia nel mondo, con una prevalenza stimata di oltre 1,2 miliardi di persone [1]. La sua incidenza è particolarmente elevata nei mesi invernali, periodo in cui i sintomi — stanchezza, pallore, difficoltà di concentrazione, freddolosità — possono essere erroneamente attribuiti a cause ambientali o psicologiche.
Tuttavia, in molti casi questi disturbi rappresentano la manifestazione iniziale di una carenza marziale subclinica, non ancora associata a un calo significativo dell’emoglobina, ma con ferritina sierica ridotta, primo campanello d’allarme per l’esaurimento delle riserve di ferro [2].

Ferro basso e stanchezza invernale: l’anemia sideropenica tra diagnosi precoce e tecnologia avanzata

23 dicembre 2025

Scritto da: Ing. Brattoli Luca, Marketing scientific manager


Ferritina bassa: un indicatore precoce

La ferritina, proteina di deposito intracellulare del ferro, riflette accuratamente lo stato delle riserve marziali. In condizioni di carenza, i suoi valori si riducono ben prima che compaia anemia conclamata. Soglie inferiori a 30 ng/mL sono considerate suggestive di carenza [3], sebbene in contesti infiammatori anche valori normali possano mascherare un deficit funzionale.

La sola determinazione della ferritina, però, non è sempre sufficiente. È qui che entra in gioco l’emocromo avanzato integrato da parametri funzionali, come i reticolociti e la frazione immatura reticolocitaria (IRF).


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Il ruolo dell’emocromo con citometria a fluorescenza

Negli ultimi anni, la tecnologia ematologica ha compiuto un salto di qualità grazie all’introduzione di citometria a fluorescenza su acidi nucleici. Tale approccio, basato su coloranti fluorocromici (es. Thiazole Orange) legati a RNA e DNA cellulari, permette di analizzare il grado di maturazione e l’attività del midollo osseo in modo più sensibile e specifico [4].

Il sistema DH615 di Dymind, distribuito in Italia in esclusiva da Bio Group Medical System, è uno strumento diagnostico avanzato che sfrutta la fluorescenza per rilevare:

  • Reticolociti totali e IRF
  • Cellule nucleate eritroidi (NRBC)
  • Granulociti immaturi (IG)
  • Blasti o cellule atipiche

Questo consente una mappatura tridimensionale dei parametri cellulari (FSC, SSC, FI) e un’analisi predittiva dell’attività eritropoietica in corso di carenza marziale o risposta alla terapia.


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Diagnosi precoce e monitoraggio

La valutazione congiunta di ferritina, reticolociti e IRF rappresenta oggi un approccio diagnostico integrato per l’identificazione precoce dell’anemia sideropenica [5]. Nei pazienti in trattamento con ferro, ad esempio, l’aumento precoce dell’IRF è un segno di ripresa della funzione midollare, spesso visibile prima del rialzo dell’emoglobina.

Inoltre, la citometria fluorescente consente di ridurre l’ambiguità diagnostica in caso di infiammazione cronica, patologie autoimmuni o neoplastiche, dove la ferritina può essere alterata.


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Innovazione e supporto tecnologico nei laboratori

L’evoluzione tecnologica nei laboratori di analisi ha trasformato l’emocromo da esame di screening a strumento decisionale di precisione. Strumenti come il DH615, supportati dalla competenza tecnica di Bio Group Medical System, consentono oggi una refertazione automatica più sicura, un triage morfologico mirato e un supporto decisionale rapido per il clinico.

La possibilità di integrare tali dati in sistemi di intelligenza artificiale e reportistica predittiva segna un passo concreto verso una medicina laboratoristica più personalizzata e preventiva [6].


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Conclusioni

L’anemia sideropenica non è sempre evidente agli esami di routine. La ferritina bassa, soprattutto in inverno, merita attenzione anche in assenza di anemia manifesta. L’integrazione di parametri funzionali attraverso la citometria fluorescente, come quelli offerti dal DH615, permette una diagnosi precoce e un monitoraggio efficace, migliorando la qualità della vita del paziente e ottimizzando l’efficienza del laboratorio.

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Bibliografia

  1. WHO. Iron Deficiency Anaemia: Assessment, Prevention and Control. World Health Organization; 2001.
  2. Cappellini MD, Musallam KM, Taher AT. Iron deficiency anaemia revisited. J Intern Med. 2020;287(2):153–170.
  3. Camaschella C. Iron-deficiency anemia. N Engl J Med. 2015;372(19):1832–1843.
  4. Litjens G, Kooi T, Bejnordi BE, et al. A survey on deep learning in medical image analysis. Med Image Anal. 2017;42:60–88.
  5. Brugnara C. Reticulocyte hemoglobin equivalent (Ret-He) and assessment of iron-deficient states. Clin Lab Haematol. 2003;25(3):191–196.
  6. Giesriegl F, Cadamuro J, et al. Integrating artificial intelligence, automation, and human in laboratory diagnostics: toward Industry 5.0. J Lab Precis Med. 2025;10:10311.